Free Solo (2018)

Free Solo
Free Solo

Agosto 2018. È da così tanto che non aggiorno questo blog… In questi mesi sono successe diverse cose, tra cui aver acquistato una casa insieme alla mia compagna e aver affrontato – e superato indenne – il relativo trasloco. Potrei dare facilmente la colpa della mia assenza a questo evento, tenendo anche conto del fatto che il trasloco sia una fonte molto importante di stress, ma a dirla tutta la colpa è solo ed esclusivamente mia. E della mia pigrizia, che spesso e volentieri bussa alla mia porta e mi chiede come va. In ogni caso, l’intenzione è di riprendere a fare ciò che mi fa stare bene, come andare in montagna, camminare, scrivere e curare questo piccolo angolo del web.

Per cominciare, voglio spendere qualche parola sul film che ho visto la settimana scorsa, il documentario Free Solo, diretto da Elizabeth Chai Vasarhelyi e Jimmy Chin, uscito a fine 2018 e prodotto da National Geographic. Inoltre, notizia fresca di ieri, è stato il vincitore dell’Oscar al miglior documentario. Il film sta facendo il giro delle sale cinematografiche italiane come evento speciale, proiettato solo in alcuni posti e in specifiche date. In questa pagina trovate tutti i riferimenti necessari per capire se lo proiettano vicino a casa vostra. Di cosa si tratta? Dell’arrampicatore statunitense Alex Honnold e della sua ultima impresa, la scalata in free solo (ovvero senza uso di nessuna corda) di El Capitan, nello Yosemite Park. Fidatevi, ne vale la pena.

Il film dura poco più di un’ora e mezza e il tempo passa molto rapidamente, mentre facciamo la conoscenza di Alex e lo seguiamo nella sua impresa. Io sono solo un’escursionista e un trekker dunque non mi sono mai cimentato in qualsiasi attività outdoor che si svolga in senso verticale – chissà, in futuro magari – però il fascino dell’arrampicata viene trasmesso benissimo dal regista e da tutti coloro che vengono intervistati o ripresi per la realizzazione del film. La spettacolarità delle immagini vale da sola il prezzo del biglietto. È sicuramente uno di quei casi in cui è fondamentale vedere il film su un grande schermo come quello del cinema.

Free Solo
Wow.

D’altra parte in “Free Solo” non ci sono solo la natura e le montagna, ma c’è anche – e soprattutto – Alex Honnold. Non solo il climber e alpinista, ma anche la persona: gran parte della pellicola, specie nella prima metà, è dedicata a farci conoscere la sua personalità e come si pone nei riguardi del mondo. Ho trovato in lui una persona molto interessante, ancor prima quindi di scoprirne il lato sportivo. Per esempio, la fidanzata lo definisce agli inizi del film come “brutalmente onesto”. A visione terminata mi pare che sia una descrizione che calza a pennello: Alex è totalmente trasparente, sincero e senza filtri, focalizzato al 100% solo su ciò che lo fa stare bene. Conscio di ciò che vuole e per niente disposto a scendere a patti con la società e le altre persone pur di avvallare esigenze che non siano davvero sue.

Poi, arriva l’Alex sportivo. La sua metodicità, la tenacia, la forza di volontà e il desiderio di eseguire una performance che sia perfetta. Senza alcun ausilio di corda, su una parete alta circa 900 metri. Una roba che solo a pensarci mi fa venire l’ansia, e invece per lui è il sogno della vita, anche grazie a un’amigdala a cui è necessario essere iper-stimolata, prima di fargli provare il sentimento della paura. È impressionante vedere quanto piccoli siano gli appigli a cui affiderà la sua vita quando tenterà la scalata in free solo, oppure come in fretta riprenda ad allenarsi dopo le cadute avvenute nelle arrampicate di prova. Infine arriva l’impresa, documentata dalla troupe che l’ha seguito e che confezionerà il film stesso. Spettacolari le immagini, in particolar modo quelle nei punti cruciali della salita, quelli di cui anche un profano come me ormai conosce i rischi, grazie alle precise spiegazioni di Alex e degli altri suoi amici. Immagini che durano poco, in effetti, nell’economia del documentario: avrei apprezzato qualche minuto in più, dopo tanta attesa per la scalata in solitaria. Mi ha colpito anche il fatto che Alex sostanzialmente si disinteressi dei panorami attorno a sé, concentrato com’è su ciò che vuole realizzare. È una cosa da climber, oppure se passi così tanto tempo come lui in mezzo alla natura, certi aspetti passano in secondo piano?

In ogni caso è stata una bellissima visione. Se avete la possibilità di andarlo a vedere, non lasciatevelo scappare. Non sarà di sicuro tempo sprecato.

 

2 Commenti su “Free Solo (2018)

  1. Complimenti per l’iniziativa del sito e di andare solo che ho sperimentato per la prima volta anche io in un area sconosciuta. Come avrai visto si provano delle sensazioni particolari. Comunque proseguo la lettura e gli apprendimenti del tuo sito . A presto.

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