Escursionismo abitudinario e variabile

Escursionismo abitudinario e variabile
Fonte: Pixabay

Per chi, come noi, è amante della natura, delle avventure outdoor, della montagna, ci sono fondamentalmente due possibilità: quelle che per semplicità chiameremo escursionismo abitudinario e variabile. Cosa intendo con questi due termini? Be’, cammino per monti ormai da cinque anni, mese più, mese meno, prima in Sardegna, ora in Lombardia. Durante questo periodo di tempo, non breve, ma nemmeno molto lungo, la mia tendenza è sempre stata quella di percorrere ogni volta nuovi sentieri, ammirare diversi paesaggi, affrontare differenti avventure. Un modo di vivere l’escursionismo in modo abbastanza variabile, cambiando ogni volta destinazione, senza focalizzarmi su una zona in particolare, specie ora che la provincia di Bergamo ha così tanto da affrontare a livello di sentieri. Anche senza scomodare però i percorsi lombardi, la mia esperienza in Sardegna è stata dello stesso identico tipo. Se io devo scegliere tra percorrere un nuovo sentiero o tornare su uno già percorso in passato, la mia scelta sarà sempre a favore della novità.

Come in tutte le cose, ogni aspetto ha i suoi punti forti e i suoi punti deboli. Per l’escursionismo variabile, uno dei vantaggi è sicuramente la possibilità di vedere sempre qualcosa di diverso, vivere ogni volta emozioni nuove, posare il proprio sguardo su panorami mai visti prima. A mio modesto parere credo che ci sia così tanto da vedere nel mondo che tornare di nuovo su un tracciato già percorso mi darebbe la sensazione, in qualche modo, di sprecare il mio tempo. Sembra un po’ assurdo, mi rendo conto, ma è lo stesso motivo per cui, in linea generale, non riguardo spesso film già visti o, men che meno, torno a leggere libri già finiti. Voglio gustarmi nuove esperienze ogni volta, sentirmi sempre sfidato a camminare in nuovi posti, anche lontani da casa, dato che spesso progetto trekking in altre regioni o in altre nazioni, in attesa che arrivi poi il momento per portarli a compimento. Sono state molto rare le volte che ho ripercorso un’escursione già affrontata in passato, al punto che potrei contarle sulle dita di una mano. È stato interessante, non lo nego, un po’ come camminare dentro i propri stessi ricordi.

Escursionismo abitudinario e variabile
Fonte: Pixabay

Dal punto di vista dell’escursionista abitudinario, invece, uno degli aspetti positivi è senza alcun dubbio il grande bagaglio di conoscenza che si accumula relativamente alla zona che si percorre più e più volte. Si arriva davvero a essere competente riguardo a uno specifico territorio montano. Infatti io, quando vengo fermato da qualche altro escursionista che vuole chiedermi informazioni, a meno che non si tratti di qualche posto che ho già visitato o a meno che non coincida con il percorso che sto affrontando in quel momento, tendo a non sapere mai bene cosa rispondere, perché non conosco abbastanza bene il luogo in cui mi muovo. A differenza di molte persone che incrocio a mia volta lungo le mie camminate, che mi ispirano grande conoscenza della zona. Io mi ci sono avvicinato un po’ solo in Sardegna, ma non ho fatto in tempo a rendermi conto di conoscere un pochino la zona di Villacidro – quella che bazzicavo di più – che mi sono dovuto trasferire a Bergamo. Un altro aspetto rilevante è la possibilità di vedere lo stesso identico posto sotto prospettive diverse, penso ad esempio all’alternanza tra le varie stagioni e il poter quindi ammirare un panorama tanto sotto la neve quanto sotto il sole.

Potrebbe esistere una sorta di via di mezzo tra i due approcci, cercando di alternare escursioni nuove e vecchie, esplorando, sperimentando, ma anche approfondendo e accumulando. Potrebbe essere la miglior soluzione per godere di entrambi i lati positivi dell’escursionismo abitudinario e variabile, ma a livello del tutto personale mi viene comunque difficile intraprendere una strada del genere. Ormai mi viene sempre naturale controllare nuovi sentieri quando devo organizzare un’uscita, anziché ripercorrere mentalmente ciò che ho già fatto alla ricerca di una replica.

Voi siete escursionisti abitudinari oppure o no? Cosa preferite: conoscere a fondo un luogo o conoscerne tanti diversi? Fatemi sapere nei commenti come vivete il mondo della montagna!

Ciao! 🙂

Io sono Gianluca Santini e dal 2013 gestisco “Un passo alla volta“, il blog in cui puoi trovare racconti di escursioni e trekking, recensioni di attrezzatura per l’outdoor e consigli su come affrontare le avventure in montagna.

Ti consiglio di leggere la pagina Chi sono per trovare tutte le informazioni relative al blog. Buona navigazione!

2 Commenti su “Escursionismo abitudinario e variabile

  1. Un vantaggio dell’escursionismo abitudinario potrebbe essere anche quello di misurare le proprie prestazioni. Magari un sentiero che inizialmente sembrava difficile o particolarmente faticoso dopo un certo allenamento potrebbe essere percepito in maniera completamente diversa, richiedere tempi di percorrenza più veloci etc. Potrebbe essere utile per chi vive la montagna in maniera più sportiva 🙂

    • Ciao! 🙂
      Hai ragione, è sicuramente un altro aspetto positivo di tornare sugli stessi sentieri. Non ci avevo pensato perché la montagna la vivo in maniera del tutto non sportiva! 😀

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *